Saturday, May 16, 2009

Photography and Reality



Yesterday I worked at a shot for my advertsing portfolio where I choosed as subject a beer produced by a belgian trappist abbey.

Working with a subject such a beer has various issues to be solved: the transparence of the bottle and the liquid inside, the shape of the bottle, the name of the product to be put in evidence and, most of all, create a set for the shot so to tell a story.

But this latest aspect is fundamental for every kind of photography, but more often then not too much overlooked. A photograph has to tell a story.

Also who is shooting for his blog should always think what she want to say with that photo. Just show her recipe? Or try to tell something more to the viewer?

It just takes a detail, like a couple of glasses to hint that the table wasn't prepared for just a person, or a crumpled napkin that tells that a lunch is underway, and a shot comes alive.

Technique is important, learning how to use the lightning is fundamental, but as in literature, taking photographs means "inventing" a reality to be able to tell what maybe exists just in your fantasy.

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9 commenti :

VinMHz said...

trovo davvero bella la gestione della luce, l'ambientazione (libro e antica moneta usato come sigillo) ed anche lo sfondo aggiunto in pp... solo che la grimbergen non viene prodotta in una abazia, bensì prende ispirazione dalla birra prodotta in passato dai frati del vicino monastero...

Fra said...

Bellissima immagine, il lavoro in pp arricchisce la foto senza snaturare lo scatto. Complimenti, sei fonte di grande ispirazione
fra

Alessandro Guerani said...

@Vincenzo

Immaginavo che oramai fosse industriale, anche se ovviamente sull'etichetta continuano a "spacciarla" come prodotto dall'abbazia, eh sti fraticelli trappisti ;)

@Fra

Grazie dei complimenti. Io cerco sempre di provare qualcosa di diverso, se non altro per mettermi alla prova.

VinMHz said...

c'è una differenziazione da fare quando si parla di birre trappiste e birre d'abbazia.

le birre trappiste attualmente sono 6 prodotte in belgio e 1 in territorio olandese. parlando di prodotto trappista equivale a dire una birra che segue la vecchia ricetta dei monaci, che attualmente viene prodotta nelle mura del monastero di provenienza e che parte del ricavato della vendita della birra va devoluto in opere di carità. le trappiste autentiche si riconoscono da uno stmmino esagonale con la scritta "authentic trappist product".

invece le birre denominate di abbazia sono una moltitudine in belgio, alcune hanno la propria storia legata ad un vicino monastero o abazia, altre invece prendono solo il nome da uno stile brassicolo che si rifà alle monastiche tradizioni, ma non hanno nulla a che fare con una abbazia.

Perdona il mio voler puntualizzare, poco attinente con la tua fotografia, ma sono un appassionato di birre e so che l'accumunare dei concetti dovuti al mercato un po selvaggio non fanno che nuocere alla birre stesse.

da appassionato di fotografia e prodotti gastronomici seguo da un po di tempo il tuo blog e le tue foto su flickr e devo riconoscere che sei una continua sorpresa e fonte di ispirazione... un grande!

Alessandro Guerani said...

@Vincenzo

Ma scusa di che!

Anzi il bello di internet e dei blog è che appunto si imparano cose nuove tutti i giorni.

Per quello sarebbe interessante, se puoi, postare la lista delle birre trappiste "autentiche".

VinMHz said...

le trappiste certificate, come dicevo nel precedente post sono 6 in belgio ed una olandese...

in ordine sono:

Chimay, la più conosciuta tra le trappiste, e tutto sommato anche quella di più semplice reperibilità (la si trova con una certa facilità nei supermercati) commercializzata in italia in tre qualità: la tappo bianco, tappo rosso e l'ottima tappo blu.

le Achel, brassate nel St. Benedictus Abdij Achel, le si trovano fuori dalle mura del monastero in tre qualità: la blond 8, la bruin 8 e la più rara bruin extra di 9.5°

le Westmalle, reperibili in italia solo nel formato dubbel, una bruin da 7°. e la famosa tripel, una blond belgian ale che da 9.5° che ha dato il via allo stile tripel

la Orval, prodotta nel magnifico e antichissimo monastero situato quasi al confine francese, l'unica trappista prodotta in un unica ricetta che come particolarità presenta una doppia fermentazione con lievito saccharomyces cerevisiae e con lievito brettanomyces il quale le conferisce il tipico sapore dalle sfumature acide che la rende facile alla bevuta ed armoniosa nei suoi picchi gustativi.

le Rochefort, brassate nell'abbazia di Notre Dame de St. Remy Rochefort, si trovano in tre qualità contrassegnate per il grado zuccherino nel mosto, ovvero la 6 dal tappo rosso con 7.5° alcolici, la 8 di 9.2°alc. sorprendente al naso per il complesso bouchet floreale ed in bocca per l'equilibrio gustativo, la 10 definita da molti come la migliore della produzione Rochefort con i suoi 11.3°alc.

Westvleteren, prodotte nell'abbazia di Sint Sixtus a Westvleteren quasi al confine con l'olanda sono riconosciute dai cultori come ultime e vere birre trappiste. le più costose e difficilmente reperibili (la vendita viene effettuata solo il mercoledì allo store del monastero e solo su prenotazione. le Westvleteren si contraddistinguono anche per la scelta di non usare nessuna etichetta ... si presentano in bottiglie da 33cl distinguibili dal tappo... tappo verde, la blond di 6° circa... la tappo blu, equilibratissima bruin da 8° ... e la tappo giallo, la regina delle trappiste!

infine nel territorio olandes e troviamo le birre Trappe.

Alessandro Guerani said...

Grazie mille Vincenzo!

La Chimay e la Orval le conosco (e anche bene... forse troppo) mentre le altre me le segno per cercarle (e anche se non ho molte speranze qui a Bologna) e mi riprometto di fare un bel post al riguardo, almeno usando le due di facile reperibilità.

A questo punto devo anche trovare un piatto da poterci abbinare... hmmm... devo studiare... ma accetto suggerimenti ;)

VinMHz said...

beh .. io azzarderei a qualche bel piatto con crostacei per la orval .. ed una bella zuppa di legumi magari leggermente speziata da abbinare ad una bella chimay blu "vecchia" di 2/3 anni

VinMHz said...

p.s. sono il Vincenzo di prima (ho semplicemente inserito il mio nick)

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